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Trento
20 giugno | 13:42

Rubavano il carburante e clonavano le 'fuel card': rintracciata e arrestata la mente dell'organizzazione criminale 

L'uomo è  ritenuto dagli inquirenti essere la mente dell’organizzazione criminale con base logistica nell’hinterland di Trento, che da Barcellona forniva i codici delle tessere clonate alle batterie operative sul territorio italiano ed in particolare attive sulla Provincia di Trento 

Rubavano il carburante e clonavano le 'fuel card': rintracciata e arrestata la mente dell'organizzazione criminale

TRENTO. E' stato tratto in arresto nelle scorse ore uno dei membri apicali dell’organizzazione criminale dedita alla clonazione seriale di fuel card ed a furti seriali di impressionanti quantitativi di carburante sul territorio italiano smantellata lo scorso il 4 giugno nell’ambito dell’operazione “Free Fuel” portata avanti dai carabinieri della compagnia di Trento con il nucleo di Cavalese. 

 

L'uomo è stato rintracciato e tratto in arresto a Guastalla (Re). Stanziale in Spagna destinatario di M.A.E. (mandato arresto Europeo) è ritenuto dagli inquirenti essere la mente dell’organizzazione criminale con base logistica nell’hinterland di Trento, che da Barcellona forniva i codici delle tessere clonate alle batterie operative sul territorio italiano ed in particolare attive sulla Provincia di Trento. 

 

A giugno erano state 27 le persone raggiunte da una misura cautelare. 

 

L'OPERAZIONE FREE FUEL
Sono due i canali su cui si muovevano i criminali: il primo riguarda la duplicazione delle tessere carburante e il secondo riguarda la vendita stessa di carburate ad un prezzo inferiori del mercato. Il prezzo di vendita del carburante era stato fissato per gasolio e benzina ad un euro al litro.
 
Le indagini sono partite a seguito di una denuncia che è arrivata da un'azienda collegata a Eni nella quale si segnalavano, dopo un controllo interno, varie operazioni sospette soprattutto inerenti le tessere di carburante usate.
 
Le prime verifiche hanno fatto mergere come queste erano state utilizzate in più distributori presenti in Trentino.
 
Il modo in cui operavano i criminali è stato ricostruito dai carabinieri. A seguito dell’installazione degli skimmer, ossia di sofisticati sistemi di lettura schede, i dati carpiti dalle tessere venivano riversati in altre tessere creando più schede clone, poi rivendute dall’organizzazione oppure utilizzate dagli stessi sodali per effettuare prelievi massivi di carburante.

 

La strategia del sodalizio è risultata particolarmente lungimirante, ben pianificata ed altamente remunerativa, in virtù del fatto che le ditte proprietarie delle schede, in genere con un imponente flotta di mezzi, si rendevano conto dopo un intervallo di tempo considerevole, anche non sempre, dei prelievi “anomali”, consentendo così l'impiego illecito a lungo termine delle stesse.
 
Il carburante sottratto veniva trasportato e stoccato senza nessuna misura di sicurezza, creando grave pericolo per le persone, in quanto migliaia di litri viaggiavano su semplici furgoni ed in contenitori non adatti, che in caso di incidente stradali avrebbero potuto arrecare gravissimi danni.
 
Le indagini hanno documentato come la consorteria fosse in grado di vendere Fuel card clonate di vario “taglio” da 100 euro ai 2 mila euro a numerosi clienti, consapevoli dell’illecita provenienza dei beni.

 

L’organizzazione si occupava anche della vendita diretta del gasolio prelevato indebitamente, che veniva riversato in uno o più dei big tank da 1.000 litri stivati in anonimi furgoni cassonati, poi stoccati in un magazzino di Lavis utilizzato come base logistica, o presso aziende di imprenditori compiacenti, ottenendo carburante a prezzo ribassato. Il prezzo di vendita del carburante era stato fissato per gasolio e benzina ad un euro al litro.

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